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La
poesia di Anna Rocca, come il Letterato e Critico
d'Arte Mario Chiappini la descrive
La nuova raccolta di Anna
Rocca, tut dret ( nella lingua dell'
arcipelago capoverdiano, tutto bene ), pur
nascendo come pura espressione di poesia, si lega a
un progetto di solidarietà, esplicitamente
dichiarato in fondo al volume: " A
Testimonianza del nostro amore per questa terra
vogliamo offrire ai bambini meno fortunati di Capo
Verde il ricavato della vendita di "tut dret"
affinché possano ricordare con un sorriso la
propria infanzia" ( Anna e Gaia ).
Il Vangelo oggi si annuncia
anche così e missionari del Vangelo sono tutti
coloro che portano la loro umanità, solidarietà ai
più deboli della terra. L' "Andate " di
Gesù è anche del cristiano. La missionarietà è
pure del semplice fedele.
La poesia di
tut
dret è la poesia
di un' esteta. Così si sente e si definisce l'
autrice nella poesia Bicicletta.
Così la percepisce il lettore.
Poesia di un' esteta con un
grande cuore, un' acuta sensibilità e animo e
occhioni di bambina piena di capacità di stupore.
Qualsiasi cosa colpisce e
intenerisce i suoi occhi e il suo cuore di esteta:
persone, cose, forme, colori, aria, suoni, vento,
movenze, distanza, situazioni e abitudini di vita,
sperdutezza infinita nell' oceano. Tutto è come se
stessa e in se stessa. La sua poesia non è
espressione letteraria, è modo di sentire la vita.
E' maniera di soffrire la vita, perché questo
sentire è inarrivabile agli altri e perché gli
altri sono inarrivabili al suo sentire. Per quanto
riguarda l' anima della sua poesia, Anna Rocca è
una decadente di fine Ottocento-primi Novecento. Nel
grande decadentismo, la sensazione era lo strumento
di conoscenza di tutto ciò che esiste. La
sensazione era la metafisica del percepire, dell'
andare oltre, dell' afferrare l' essenza e di
sprofondarvisi. Del decadentismo le sue sensazioni
non hanno le esplicitazioni di immagini, contenuti e
linguaggi. Tutto è trattenuto nella normalità
delle espressioni e descrizioni comuni. Tuttavia al
di là di questo si avverte che il suo sentire è un
continuo andare oltre, è un conoscere, è un vivere
e un far comunione con tutto. Persone, cose davvero
sono se stessa e in se stessa.
Chi vuol vivere emozioni,
conoscenze del mondo oltre la superficie, non si
fermi a pensare, provi a lasciarsi andare alla
letture delle sue poesie, senza pensare, soltanto
seguendo a occhi socchiusi e abbandonandosi a pause
di silenzi. La poesia di Anna Rocca, infatti, pur
partendo dalla realtà ed essendo piena della realtà,
è poesia del silenzio, dell' anima in ascolto,
degli occhi sgranati di stupore.
Mario
Chiappini
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